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Bolivia 2006 - Relazione

 

Huayna Potosi 6088 mt

 

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Eccolo finalmente…dopo 20 giorni di vacanza in BOLIVIA e 1.30 ore circa di strada dalla capitale LA PAZ siamo arrivati alle pendici del HUAYNA POTOSI pronti per la nostra avventura.

Scendiamo dall’auto per fare delle foto e subito l’aria “fresca” dei 4000  ci ricorda che non sarà facile, ci fermiamo con l’auto al “base camp 4700” dove mentre noi e le nostre guide HILARION,EULOGIO e LUISO carichiamo gli zaini con le attrezzature , la “cucinera” una ragazza che ci accompagnerà fino al primo campo per cucinare ci prepara dei panini, ormai è mezzogiorno e dopo lo spuntino partiamo .
Dopo circa 20 minuti di cammino molto lento ci fermiamo per pochi minuti per riposare anche se per ora non ne abbiamo bisogno ma le guide lo consigliano e nel frattempo ci indicano il percorso che ora si può vedere in parte.

Saliamo sulla morena e dopo ancora 20 minuti di cammino ci fermiamo per la seconda pausa per bere un sorso d’acqua,a fare pausa con noi si fermano anche altri portatori con i loro zaini più grandi di me  e le scarpe consumatissime,ripartiamo per il tratto su rocce più ripido di oggi che ci porta in altri 20 minuti al rifugio “rock camp campo alto roca 5130”.

 

Entriamo nel rifugio che è più simile ad un bivacco perché all’interno non c’è altro che un tavolo e delle panche fatti con assi di legno e al piano superiore un fine tappeto dove ci sistemiamo sopra i nostri materassini e sacchi a pelo,scendiamo poi a bere un “mate” che la “cucinera” ci ha nel frattempo preparato.Usciamo nei dintorni del rifugio a fare foto e a guardare la vetta che purtroppo è coperta dalle nubi,l’aria diventa sempre più fredda nonostante siano solo le 3 del pomeriggio,ci aggiriamo ancora per un po’ infreddoliti e con tutto l’abbigliamento addosso .

Usufruisco del bagno che è sul pendio del lato destro del rifugio a cielo aperto con vista ghiacciaio.
Alle 17 è pronta la cena con minestra e pasta con carne  e cipolle,non certo una cena adatta ma l’unica che c’è e dopo il consueto mate lasciamo il posto agli altri e saliamo a coricarci,sono solo le 18 ma la sveglia è stata concordata per la 1 di notte.
Nonostante l’altitudine e la scomodità del giaciglio siamo tutti riusciti a dormire……alla  1 piano piano usciamo dai nostri sacchi e scendiamo  a fare colazione ,fuori la temperatura sembra buona anche se indossiamo tutta l’attrezzatura,pensavo peggio! e alle 2 siamo già sul ghiacciaio a pochi minuti dal rifugio a mettere i ramponi e a legarci in cordata,io sono con EULOGIO,CHRISTIAN e ROBERTO gli altri sono HILARION,SIMONA e ANDREA,si parte al buio con il frontalino,il primo tratto non è molto ripido e nel silenzio a passo lento raggiungiamo “campo argentino” a quota 5500 entro le 3.30 .
Roberto decide di cambiare cordata per stare con Simona che inizia a soffrire per il freddo e Andrea si lega con noi,facciamo una pausa poco prima di affrontare il primo dei due tratti più impegnativi,circa 50 mt con pendenza 55% con ghiaccio vivo,alcune cordate sono davanti a noi e nel tratto successivo che prosegue abbastanza in piano ne superiamo alcune  con i partecipanti distesi a terra con un respiro affannato,noi per ora stiamo abbastanza bene a parte il freddo e senza grosse difficoltà  proseguiamo fino alla prossima pausa dove ci rifocilliamo con barrette energetiche ma il freddo inizia a  farsi sentire ,ho i piedi e le mani congelate e i miei compagni mi aiutano a infilare il terzo paio di guanti e mi alleggeriscono lo zaino .
Si prosegue salendo un tratto ripido per salire sulla cresta che porta all’ultimo tratto prima della cima gli ultimi 200 mt con pendenza del 55% che per me risulteranno i più difficili ,ormai stanchissima  e provata dal freddo affronto l’ultimo tratto mentre sta per albeggiare e così ho la scusa del panorama per fermarmi a prendere fiato  e forze che ormai le gambe non hanno più,nonostante la mia salita risulta molto lenta riusciamo a superare alcune cordate che salgono molto più lentamente e quando ormai sono le  7 e il sole brilla in cielo eccoci alla “cumbre” del huayana potosi 6088.
Solo il tempo per scattare qualche foto e affrontiamo la discesa assicurandoci a chiodi di ghiaccio scendiamo per il tratto ripido e ci fermiamo a fare pausa sotto la cima dove ora col sole si sta un po’ meglio,anche se a me è venuto un fortissimo mal di testa, beviamo e mangiamo qualcosa e si riparte ora un pò più rallegrati dalla bella vista del sentiero sul ghiacciaio con spettacolare crepacci e dalla riuscita della nostra avventura .
i piedi e le mani sono tornati a funzionare e il sole comincia  a scaldare così piano piano togliamo gli indumenti ma il mal di testa continua a perseguitarmi ma sono felice e tutta la fatica sembra essersene andata.
Tutto il tragitto fino al rifugio lo affrontiamo molto tranquillamente scattando foto e godendoci il panorama e finalmente alle 9.30 ecooci al rifugio stanchi ma felici,sistemiamo gli zaini,beviamo il solito mate e alle 11 si riparte per l’ultima ora che ci porterà al campo base 4700 dove l’avventura è finita.

Agosto 2006 VERA

 

 

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