Home Page Sci & Attività invernali Gita al Diavolezza (14-04-2013) - Relazione Ciaspolata
Gita al Diavolezza (14-04-2013) - Relazione Ciaspolata

GITA AL RIFUGIO DIAVOLEZZA


domenica 14 Aprile 2013 Ciaspolata


Benissimo…. Come posso iniziare a parlare di questo ‘’evento’’ organizzato dal nostro CAI? Può sembrare una banalità ma l’affermazione: ‘’ E’ stata una bellissima giornata’’ è forse quella che meglio sintetizza ed esprime ciò che a mio avviso hanno pensato  tutti i partecipanti quando sono risaliti sul pulman per tornare a casa……. sicuramente stanchi morti e ‘’letteralmente arrostiti’’ dal sole ma  certamente  appagati per quello che hanno fatto e per il panorama di cui hanno goduto.
Dopo questo prologo, facciamo un passo indietro e iniziamo dalla cronaca della giornata:
partenza da Molteno alle 6.00 del mattino……( tasto dolente perché la sveglia ha suonato alle 5.00), arrivo verso le 9.00 alla stazione di partenza della funivia del Diavolezza sulla strada del Bernina. Siamo a quota 2099m. Il cielo è coperto da nuvoloni ‘’abbastanza minacciosi’’ ma le previsioni meteo hanno assicurato che non pioverà.
Si scende dal pulman e ci si prepara per la partenza. Qualcuno ha scelto di sciare , altri faranno sci alpinismo e poi ci siamo noi, i ‘’ciaspolatori” ovvero gli sfigati che amano la neve ma non sanno nemmeno da che parte si prende in mano uno sci ……
Ebbene sì, diciamolo pure, li invidiamo molto gli sci-alpinisti, soprattutto quando una volta arrivati in cima loro  tolgono le pelli e in men che non si dica arrivano a valle…… ma a voler dire proprio tutta la verità……noi in discesa ci divertiamo un mondo ( tranne, ovviamente,  quando ce la facciamo sotto perché è ripido o la neve è ghiacciata).
Ma torniamo alla gita. Il gruppo ciaspolatori si prepara. Siamo in 11: io, Vittorio (che in realtà non ciaspola ma scia), Angelo, Ambrogio, Ernesta, Piero, Gigi, Ermanno, Roberta, Marco e Carlo. Quasi subito si aggregano anche il nostro “president” Roberto e la “futura presidentessa” Maurina.
La meta è la il rifugio Diavolezza a circa 3000m dove c’è l’arrivo della funivia che porta alla partenza delle piste da sci.
C’è divieto di risalire la pista e quindi cerchiamo una via di salita alternativa ma da metà percorso in su ci terremo comunque sul bordo della pista da sci perché non ci sono alternative.
Il dislivello da superare è notevole, circa 900m e quindi si parte subito in salita.
Intanto il tempo migliora e il sole inizia a far capolino fino ad imporsi in mezzo a un cielo terso e di un azzurro intenso. Incominciano anche i primi spogliarelli: si suda da morire e non solo per il sole. La salita è dura e in alcuni tratti si affonda nelle neve che incomincia a smollarsi. Noi invece incominciamo a chiederci come sarà la discesa in mezzo a quella neve che si trasformerà in poltiglia quando saremo sulla strada del ritorno.
Tutto procede per il meglio, si cammina , si ride e si scherza (quando si trova il fiato per dire due parole) . L’unico taciturno è Marco che è abituato alle escursioni in solitaria.
Quasi subito perdiamo il Piero , la Roby e Ermanno.  Anche il president e signora si attardano un poco. Dopo un’oretta c’è la “sosta banana” per Ambrogio e anche noi approfittiamo per fare merenda.

Tutto procede tranquillamente fino ai piedi della salita che porta al rifugio.
Come in tutte le escursioni che si rispettano, gli ultimi 300m sono i peggiori. Praticamente dobbiamo superare un ultimo tratto dove no solo la pendenza aumenta tantissimo ma anche le condizioni della neve sono peggiorate per il caldo.
Ed ecco che si assiste a ‘’di tutto di più’.
Angelo e Marco partono per primi e anche se a fatica riescono a salire. Io incomincio a scivolare e allora tento di costruirmi dei gradini scavando con le ciaspole. Una fatica immane. Arriva Ambrogio che inizia a salire gattonando e poi vede le mie tracce e le sfrutta….il furbetto… poi mi supera e leggero com’è riesce ( ancora un po’ a gattoni) ad uscire dal tratto più difficile. Vittorio con gli sci è quello messo peggio. La neve molle forma uno zoccolo sotto le pelli e rende gli sci pesantissimi. Allora , via gli sci e sale a piedi ma la faccenda non è di certo più facile. Affonda che è un piacere. Già non è leggero e per di più gli  scarponi e gli sci in spalla non aiutano. Insomma sembriamo un po’ l’armata Brancaleone allo sbaraglio…….e per fare poche centinaia di metri ci impieghiamo mezz’ora. Per fortuna la mettiamo sul ridere.  
Finalmente arriviamo in cima. Valeva veramente la pena di quell’ultima salita.
Davanti a noi il Piz Palù , il Bellavista e la Cresta Aguzza e il Bernina. La foto qui sotto parla da sola.

Poco alla volta arrivano tutti. Il Piero & co. mancano all’appello. Sapremo poi che  sono arrivati fino alla seggiovia del ghiacciaio e poi sono tornati.
Proprio sull’ultimo tratto di pista, quello che ci ha fatto morire, ci sono i ragazzi di una scuola di sci che si esibiscono nella sciata figurata di gruppo. Sono bravissimi!!!
Si mangia e si commenta la salita. Facciamo qualche foto. Arrivano anche Edo e Claudio con gli sci. Invece Pierangelo (sci alpinista) ha abbandonato anche lui a poco dal traguardo.
Poi foto di gruppo, e via per la discesa. Niente ciapsole questa volta si cammina meglio a piedi. Il ritorno è molto divertente. Scivolate sulla neve ormai molle. Sembriamo ubriachi. Spesso e volentieri affondiamo fino all’anca e uscire  dal buco che formiamo non è sempre uno scherzo.

E poi l’epilogo di sempre. Si arriva al pulman, di nuovo commenti e osservazioni su quello che abbiamo fatto, panini e bibite ( non sempre analcoliche). Sul pulman si prosegue lo spuntino. C’è chi dorme ( chissà mai come ci riesce, visto il casino che c’è) , c’è chi canta e chi mangia per tutto il viaggio di ritorno.
E quindi…….cosa ne dite, avevo ragione a definirla una bellissima giornata?